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EUDR quanitative and qualitative assessment: the Staff Working Document
EU Commission published the new Staff Working Document ( herainafter also “SWD”) which makes clear that the goal of the EUDR is to minimise the EU’s contribution to global deforestation, greenhouse gas emissions and global biodiversity loss, in accordance with the EU’s international obligations on the relevant commodities which are cattle, cocoa, coffee, oil palm, rubber, soya and wood. The Staff Working Document reports that “the identification of derived products to be specified in the scope requires a specific study […] and subsequent implementing legislation”. This specific study needs to present: “an analysis of derived products, based on potential costs and benefits, similar to the analysis of commodities. The analysis…
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Valutazione quantitativa e qualitativa del Regolamento UE sulla deforestazione (EUDR): il documento di lavoro dei servizi della Commissione europea
La Commissione europea ha pubblicato il nuovo documento di lavoro dei servizi (di seguito anche “DSW”) che chiarisce come l’obiettivo dell’EUDR sia quello di minimizzare il contributo dell’UE alla deforestazione globale, alle emissioni di gas serra e alla perdita di biodiversità globale, in conformità con gli obblighi internazionali dell’UE relativi alle materie prime in questione, ovvero bovini, cacao, caffè, olio di palma, gomma, soia e legno. Lo Staff Working Document della Commissione europea afferma che “l’identificazione dei prodotti derivati da specificare nell’ambito di applicazione richiede uno studio specifico […] e la successiva legislazione di attuazione”. Questo studio specifico deve presentare: “un’analisi dei prodotti derivati, basata sui potenziali costi e benefici,…
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Accordo commerciale UE USA: origine non preferenziale e trasporto diretto
Il beneficio del dazio 0 per le merci statunitensi importate in UE è diventato realtà a partire dal 1 luglio 2026. La disciplina normativa richiede: “La dimostrazione dell’origine non preferenziale; La dimostrazione del trasporto diretto (territorio doganale UE-territorio doganale USA e viceversa); Il rispetto di specifiche formalità dichiarative: il codice preferenza 300; il nuovo codice documento U190” I riferimenti normativi sono l’accordo di Turnberry, il regolamento 2026/1422 del 25 giugno 2026, il regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447 e il regolamento (UE) 2026/1455 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 giugno 2026. Nell’attesa di una guida che verrà emessa dalla Commissione Ue, si condividono nuovamente alcune considerazioni sull’origine non preferenziale.…
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REX per i paesi del Pacifico: come cambia l’origine preferenziale per Papua nuova Guinea, Samoa, isole Salomone e Fiji.
Dal 1° settembre 2026 i prodotti originari dell’UE beneficiano, all’importazione negli Stati del Pacifico, del trattamento tariffario preferenziale previsto dall’APE solo su presentazione di una dichiarazione su fattura compilata da un esportatore registrato conformemente alla legislazione dell’UE. La gestione dell’origine preferenziale gioca un ruolo centrale. Su quest’aspetto si possono ricordare: a) ADM Avviso “Accordo di partenariato economico interinale UE-Pacifico (“APE”). Prova di origine valida per le esportazioni dall’UE verso gli Stati del Pacifico”; b) La decisione n. 1/2026 del comitato per il commercio UE-Pacifico del 30 gennaio 2026. “L’origine preferenziale è lo status, non obbligatorio, attribuito alla merce e consente l’annullamento o riduzione del dazio”. L’origine preferenziale richiede: La presenza…
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Compliance doganale, decreto legislativo 231/2001 e tutela dei segni di indicazione geografica e denominazione protetta dei prodotti agroalimentari.
Il settore agroalimentare rappresenta un pilastro fondamentale del sistema produttivo italiano che viene tutelato anche rispetto alle operazioni legate al commercio internazionale (import ed export). Richiede, di conseguenza, che gli operatori o i loro rappresentati abbiano un’adeguata conoscenza di: Normativa doganale (classificazione, valore, origine preferenziale e non preferenziale); Pianificazione doganale (regimi speciali); Compliance doganale (AEO e MOG come previsto dal decreto legislativo 231/2001). Analizziamo ora alcuni aspetti della legislazione anche doganale della tutela dei segni di indicazione geografica e denominazione protetta dei prodotti agroalimentari. In primo luogo, è necessario partire dall’articolo 517 quater del codice penale che norma la “Contraffazione dei segni di indicazione geografica e di denominazione protetta dei…
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Accise, regime sospensivo: considerazioni sul depositario autorizzato, legittimo affidamento, buona fede e responsabilità
Il depositario autorizzato è responsabile per il rispetto del regime sospensivo ed appuramento dei documenti elettronici di accompagnamento. Si tratta di un principio importante che ha conseguenze nell’ambito del SOAC (quando verrà implementato), AEO (perché le accise sono oggetto dell’audit e del monitoraggio), compliance prevista dal decreto legislativo 231/2001( responsabilità amministrativa d’impresa) e, di conseguenza, sulla gestione degli ESG. E’ questo uno dei principali argomenti analizzati dalla sentenza n.16572 del 27 maggio 2026 della Sezione V della Corte di Cassazione. In particolare, in merito alla culpa in vigilando del soggetto passivo d’accisa in merito al controllo della correttezza e diligenza con cui è stata effettuata la procedura di appuramento dei…
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Antidumping, fattura e compliance: la sentenza della CGUE Sezione II 21 maggio 2026 C 889/24.
Per l’applicazione di dazi antidumping, l’importatore può presentare, se previsto dal regolamento istitutivo, una fattura commerciale redatta a posteriori; è questa una della conclusioni cui è giunta la CGUE Sezione II 21 maggio 2026 C‑889/24. Questa conclusione è valida anche quando il regolamento istitutivo non precisa il momento in cui tale fattura debba essere presentata. In particolare, l’articolo 173 del codice doganale dell’UE (regolamento 952/2013) prevede, in taluni casi, una procedura di domanda di rettifica a posteriori di una dichiarazione in dogana. Il paragrafo 3 di tale articolo prevede che, su richiesta del dichiarante, entro tre anni dalla data di accettazione della dichiarazione in dogana, la modifica della stessa può essere…
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Nuova disciplina “whistleblowing” guida operativa per gli enti privati e la gestione della compliance doganale
Il paper di Confindustria “Nuova disciplina “whistleblowing” guida operativa per gli enti privati” fornisce interessanti suggerimenti e riflessioni sulla corretta gestione del whistleblowing che è un elemento imprescindibile della nuova compliance doganale costituita dall’AEO, dal trust & check trader, SOAC e dalla disciplina del decreto legislativo 211/2005. La disciplina del whistleblowing presenta le seguenti caratteristiche: I destinatari della nuova disciplina sono sia i soggetti pubblici che privati; l’ambito oggettivo di applicazione deve basarsi sui seguenti elementi: i) all’oggetto della violazione; ii) alla natura pubblica/privata del soggetto di appartenenza del segnalante; iii) alle dimensioni dell’ente privato e all’applicabilità allo stesso della disciplina di cui al Decreto 231. Infatti, la nuova disciplina…
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Ancora un approfondimento sul MERCOSUR da parte di ADM
L’avviso dell’Agenzia delle dogane e monopoli sull’“Applicazione provvisoria dell’accordo interinale sugli scambi tra l’UE e gli stati firmatari del MERCOSUR. principali contenuti delle linee guida in materia di origine preferenziale” condivide i seguenti chiarimenti: Trattamento preferenziale (dazio ridotto o annullato): Il principio generale è che il trattamento tariffario preferenziale non viene applicato automaticamente: deve essere richiesto dall’importatore e dimostrato tramite specifica documentazione di origine. La richiesta avviene normalmente nella dichiarazione doganale di immissione in libera pratica, ma l’accordo consente anche una richiesta successiva all’importazione entro due anni. L’intero sistema si fonda principalmente sull’autocertificazione dell’origine da parte dell’esportatore; Attestazione d’origine: esportatori in UE: REX; esportatori nei paesi MERCOSUR: Argentina Brasile e…
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Accise su prodotti alcolici: come gestire il contrassegno per contenitori con contenuto non standard
La circolare 12/2026 dell’Agenzia delle dogane e monopoli (ADM) fornisce indirizzi operativi su come gestire i recipienti contenenti prodotti alcolici, soggetti all’obbligo del contrassegno fiscale ex art. 1, comma 1, del D.M. n. 322/2003, aventi volumi nominali diversi dai tagli previsti dall’art. 3, comma 1, del medesimo decreto ministeriale. Più nello specifico la circolare analizza, in termini operativi, delle tematiche concenti la distribuzione di bevande alcoliche (NC 2208) mediante fusti metallici o PET a pressione di varia capacità (5, 10, 12, 18, 20, 24 litri),che si adattano agli impianti di spillatura e che, per la loro composizione, sono da assoggettare al contrassegno fiscale di tipologia C, la quale contempla, tuttavia,…