• valore in dogana

    Valore dogana e valore d’esportazione

    Il valore in dogana è calcolato attraverso l’applicazione del criterio di transazione e cioè del prezzo pagato o da pagare; solo in caso non sia possibile applicare tale criterio se ne applicano altri. Proprio in quest’ambito, si inserisce la sentenza resa dal Tribunale dell’UE Sezione V causa T‑296/25  del 25 marzo 2026 per cui il ricorso al prezzo dichiarato all’esportazione di una merce verso il territorio doganale dell’Unione, quale comunicato dalle autorità doganali del paese di esportazione alle autorità doganali di uno Stato membro nell’ambito di un accordo internazionale in materia di cooperazione doganale, può costituire un mezzo ragionevole ai sensi di tale disposizione, ai fini della determinazione del valore…

  • compliance e AEO,  valore in dogana

    Valore in dogana: si per costi per prestazioni immateriali per progettazione di etichette

    Il valore in dogana è calcolato attraverso l’applicazione del criterio di transazione e cioè del prezzo pagato o da pagare; solo in caso non sia possibile applicare tale criterio se ne applicano altri. Tra gli elementi da aggiungere al valore fatturato, la Corte di giustizia dell’UE, Sez I, del 26 marzo 2026 nella causa C‑307/23, ha rilevato che i costi derivanti da prestazioni immateriali di progettazione di modelli di etichette apposte su barattoli per conserve alimentari importati nel territorio dell’Unione europea devono essere aggiunti al prezzo effettivamente pagato o da pagare per tali merci importate. Si aggiungono tali costi quando i modelli sono stati elaborati fuori dall’UE su richiesta e…

  • compliance e AEO,  made in

    Origine non preferenziale: trasformazione sostanziale anche in assenza di cambiamento di voce effettuata con lavorazione a freddo

    L’origine non preferenziale o made in può essere determinata in relazione ad una trasformazione sostanziale realizzata con una lavorazione a freddo (non prevista dalla regola) e senza che vi sia un cambiamento di voce doganale. Vale la pena chiedersi cos’è l’origine non preferenziale? L’origine non preferenziale e cioè la nazionalità economica di un bene rappresenta la caratteristica principale per l’applicazione di misure antidumping e di natura extrafiscale (per esempio: CBAM, EUDR, misure restrittive e sanzioni). L’origine non preferenziale è determinata attraverso regole d’origine stabilite dalla WTO e dal regolamento delegato 2446/2015 nell’allegato 22-01. I prodotti possono essere interamente ottenuti in un territorio doganale oppure possono richiedere il coinvolgimento di più…

  • compliance e AEO

    La “Relazione unitaria di controllo societario del collegio sindacale incaricato della revisione legale dei conti” e compliance ex d.lgs 231/2001

    L’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili ha pubblicato a marzo 2026 “la relazione unitaria di controllo societario del collegio sindacale incaricato della revisione legale dei conti”. Tale relazione fornisce una tipizzazione, ormai consolidata nel tempo, della struttura, della forma e del contenuto della relazione unitaria di controllo societario del Collegio sindacale che svolge sia la vigilanza ai sensi dell’art. 2429 del c.c. che la revisione legale ai sensi del d.lgs. 27 gennaio 2010, n. 39. https://commercialisti.it/documenti-studio/24658/ Viene proposta la seguente relazione unitaria di controllo: “ Titolo Destinatari Premessa Parte A – Relazione del revisore indipendente ai sensi dell’art. 14 del d.lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 Parte B…

  • accise e imposte di consumo

    Oneri generali di sistema (OGSE), IVA e rimborso. Un ulteriore analisi da parte della Cassazione

    Gli oneri generali di sistema (OGSE) non sono accise. Sono tassati ai fini IVA e in caso di indebito pagamento è possibile l’esercizio del diritto alla ripetizione nei confronti del proprio fornitore di energia elettrica/cedente/soggetto passivo. Al riguardo, la Corte di Cassazione Sez.V con ordinanza n.6656 del 20 marzo 2026 ha ribadito che: gli oneri generali del sistema elettrico non posseggono natura tributaria e cioè non sono accise. Pertanto sono assoggettati all’IVA; in caso di IVA indebitamente corrisposta sulla fornitura di energia elettrica, il rimborso può essere richiesto da soggetto passivo che ricopre anche il ruolo di cedente del bene/servizio al cliente finale. L’utente cessionario è, invece, legittimato a chiedere…

  • compliance e AEO

    No revisione della dichiarazione doganale per aggiunta del contingente tariffario: avviso di ADM.

    Non è possibile chiedere la revisione di una dichiarazione doganale allo scopo di aggiungere il riferimento di un contingente. L’Agenzia delle dogane e monopoli (ADM) con il proprio avviso del 26 marzo 2026 ha segnalato che ai sensi della sentenza del 28 gennaio 2026 relativa alla causa T- 177/25 del Tribunale dell’Unione Europea “L’articolo 173, paragrafo 3, del regolamento (UE) n.952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 ottobre 2013, che istituisce il codice doganale dell’Unione, deve essere interpretato nel senso che: esso non consente ad un operatore di aggiungere, in una dichiarazione in dogana presentata precedentemente, il numero di un contingente tariffario specifico per  costituire, in tale dichiarazione,…

  • accise e imposte di consumo

    Riforma delle accise sull’energia elettrica 2026. L’officina elettrica

    Il Ministero dell’economia e delle finanze con decreto del 10 marzo 2026 ha indicato le nuove “Modalità  di  applicazione   dell’accisa   sull’energia   elettrica”. Tale decreto attua, infatti, le novità apportate dal decreto  legislativo  28  marzo  2025,  n.  43,  recante la revisione delle disposizioni in materia  di  accise. Come si ottiene la licenza di officina elettrica o dell’autorizzazione? La licenza d’esercizio richiede: L’invio una denuncia preventiva dell’attività da esercitare; La registrazione presso ADM per le società  aventi sede legale nel territorio nazionale, designate da soggetti di  altri Stati dell’Unione europea non aventi sede nel territorio dello  Stato che intendono fornire energia elettrica  direttamente  a  consumatori finali nazionali Come i soggetti obbligati devono…

  • compliance e AEO

    Ravvedimento operoso e rimborso: no per le sanzioni si per tributi ed interessi

    L’istituto del ravvedimento operoso previsto dall’art. 13 del d.lgs. n 472 del 1997: consiste nella possibilità per il contribuente di regolarizzare le violazioni commesse beneficiando di una riduzione delle sanzioni amministrative di natura tributaria a condizione che la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamenti delle quali l’autore o i soggetti solidalmente obbligati, abbiano avuto formale conoscenza; consente al contribuente di sanare spontaneamente le violazioni commesse mediante il pagamento di una sanzione ridotta rispetto a quella ordinaria, a condizione che la violazione stessa non sia già stata accertata (Cass. n. 33093 del 2022); si perfeziona attraverso il…

  • accise e imposte di consumo,  energie rinnovabili

    Comunità energetiche rinnovabili: le raccomandazioni della Corte europea dei conti

    La Corte dei Conti dell’Unione europea ha pubblicato la relazione speciale n.10/2026 sulle “Comunità energetiche, Un potenziale ancora da sfruttare”. L’analisi dell’ECA (European Court of auditors) parte dall’obiettivo dell’Ue della neutralità energetica entro il 2050 attraverso il ruolo fondamentale svolto dalle energie rinnovabili. In questo contesto si inseriscono le comunità energetiche le quali  sono soggetti giuridici attraverso i quali i cittadini, le piccole imprese e le autorità locali possono produrre, gestire, condividere e consumare la propria energia Il fondamento giuridico delle comunità energetiche rinnovabili è rappresentato da: la direttiva (UE) 2018/2001 sull’uso dell’energia da fonti rinnovabili (Renewable Energy Directive – RED II), ladirettiva (UE) 2019/944 relativa al mercato interno dell’energia…

  • accise e imposte di consumo,  compliance e AEO

    La colpa in organizzazione, modelli di organizzazione e gestione ex D.lg 231/2001, accise e compliance doganale

    La colpa di organizzazione rappresenta, secondo la Corte di Cassazione Sez IV penale 4 marzo 2026 n.8397, un elemento importante per l’individuazione della responsabilità dell’ente secondo il modello di governance del rischio previsto dal decreto legislativo 231/2001. Colpa di organizzazione vuol dire colpevole omissione dell’adozione delle misure richieste dalla normativa in via cautelare per evitare la commissione di reati. La colpa in organizzazione può avere delle ricadute importanti nella gestione delle attività doganali e di quelle legate al commercio internazionale (segnatamente previste dal decreto legislativo 211/2025) ma può anche fornire interessanti contributi di riflessione in materia di SOAC (accise). In termini generali, la responsabilità da reato degli enti rappresenta una…